“Furono portati in Sri Lanka per essere le bestie da soma, i muli del commercio coloniale inglese, hanno piantato prima il caffè e poi il tè e i loro figli e i figli dei loro figli sono cresciuti come il tè piantato e ripiantato nelle terre. Conoscono ogni cespuglio, ogni roccia ed ogni fosso e ogni strada e ogni binario che dalle piantagioni fino alla costa hanno aiutato a stendere. Per questo, per aver contribuito allo sviluppo della nazione con il loro sangue, il loro sudore e le loro lacrime, devono essere riconosciuti.“

La coltivazione delle alghe rosse nell’isola di Zanzibar ha inizio alla fine degli anni ’80 quanto queste alghe, originarie dell’estremo oriente, furono importate dalle Filippine su iniziativa del governo locale che cercava nuove entrate in valuta per sopperire alla crisi del mercato dei chiodi di garofano, andato in crisi proprio in quegli anni e che costituiva la principale fonte di entrate in valuta estera.
Le alghe sono destinate all’esportazione e vengono poi usate per la produzione di addensanti nell’industria alimentare ed in quella dei cosmetici. Le coltivazioni si sono sviluppate lungo le coste orientali dell’isola, sfruttando l’enorme ampiezza tra la riva e la barriera corallina in queste zone dove il fenomeno delle maree è molto accentuato.